Parrocchia Mater Admirabilis - Riccione

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L'immagine di S.Maria Mater Admirabilis

Chiesa

 

Mater

 

La storia in breve

La prima immagine di Maria Mater Admirabilis è un affresco che si trova a Trinità dei Monti a Roma.

Nel XIV secolo, Francesco di Paula fondò un monastero conosciuto come Trinità dei Monti.

Nel 1828, tale monastero venne abbandonato e papa Leone XII espresse il desiderio di offrirlo alle religiose del Sacro Cuore e questo avvenne esattamente nel 1828. Da allora, il monastero è diventato un luogo importante sia per le religiose del Sacro Cuore sia per tutti coloro che vogliono vedere questo bellissimo quadro di Mater Admirabilis.

La storia dell’affresco inizia nel 1844 quando una giovane ragazza francese, Pauline Pedrau, nata nel 1817 e diventata successivamente religiosa del Sacro Cuore, espresse alla madre superiora Cariolis il desiderio di dipingere “Nostra Signora” in una nicchia lungo il corridoio che dava verso il chiostro.

La madre fu un po’ esitante perché, benché conoscesse il talento della giovane artista, conosceva anche la sua ignoranza nelle tecniche riguardanti l’affresco. Pauline Pedrau pregò la madre superiora fino all’esasperazione tanto che alla fine le concesse il permesso di dipingere il quadro.

La ragazza trascorse ore ed ore sia per la preparazione sia per la vera realizzazione del dipinto, dando tutta se stessa. Solo per fare il volto impiegò tredici ore. Quando questo fu terminato la pittura risultò troppo forte, tanto che la stessa ragazza lo lasciò ad asciugare sotto una coperta per diversi giorni ma, quando la tolse, gli apparve ai suoi stessi occhi come un miracolo.

Il 20 ottobre del 1846, papa Pio IX, visitò il monastero di Trinità dei Monti e, mentre camminava, chiese cosa ci fosse sotto quella tela. Quando la tolse esclamò: Mater Admirabilis! da qui il nome attribuito immediatamente al quadro.

Da questo momento cominciarono i vari miracoli attribuiti a tale affresco; il primo avvenne nel novembre dello stesso anno, quando padre Blampain, un missionario della congregazione del Sacro Cuore di Maria, riacquistò la facoltà di parola che aveva perso completamente. Da allora i pellegrini continuano ad inginocchiarsi davanti a tale Madonna per ottenere delle grazie. Papa Pio IX servì l’Eucaristia proprio davanti al quadro miracoloso. Così il 20 ottobre ci fu una vera celebrazione e una vera festa in onore della Madonna, alla quale parteciparono diversi preti e alcuni santi, tra i quali Santa Sofia Barat e Santa Rosa Philippine Duchesse.

L’immagine raffigura Maria da giovane, al tempio di Gerusalemme, pronta per la sua futura missione. La sua purezza è rappresentata dal tradizionale giglio bianco, la sua fatica dal fuso che sta tenendo, mentre il libro sul cestino da cucito rappresenta la sua educazione; la sua posa pensierosa e il tranquillo panorama dietro di lei significano l’importanza della preghiera nella vita di ogni persona.

Questa Madonna, che vuole essere la “madre” di ognuno di noi, ci mostra l’importanza della ricerca spirituale e della fede profonda che ogni persona dovrebbe coltivare ed accrescere giorno dopo giorno. Inizialmente il quadro venne chiamato “Madonna del giglio “ simbolo della purezza di Nostra Signora. Oggi questo quadro è venerato da molte persone e specialmente dai giovani alla ricerca di pace interiore.

 

Mater Admirabilis: Bontà senza Limiti
Testimonianza di Marian Theresa Horvat

Nel 1989, trenta anni fa, insieme a un gruppo di pellegrini, mi trovai seduta sulle scalinate di Piazza di Spagna; tra noi c’era una signora che insistette ad andare a vedere il bellissimo affresco di Mater Admirabilis.

La suora che ci accolse nel convento, gli innumerevoli ex voto e la pace che regnava in quel posto mi trasmise una sensazione tutta particolare, una forza e una carica interiore mai provata prima. Fui fiera di raccontare la mia straordinaria avventura alle novizie alle quali insegnavo in una scuola cattolica del Texas. Purtroppo, quando ritornai dal pellegrinaggio, dovetti trascorrere tutta l’estate nel letto perché prima di andare a Roma caddi da cavallo e sia il pellegrinaggio sia altri sforzi che feci, contribuirono a peggiorare la mia salute, tanto da prospettare di smettere di insegnare.

Tuttavia, diversi giorni dopo il mio ritorno da Roma, incontrai per caso una delle signore del pellegrinaggio ed esattamente proprio quella che ci invitò a vedere il quadro della Vergine. Questa signora mi donò una medaglietta di “Mater Admirabilis” supplicandomi di pregare pensando a questa Madonna e così feci; dicendo quasi automaticamente: ”Madonna aiutami!” Misi la medaglia al collo e me ne andai a letto. Il mattino seguente mi svegliai senza nessun dolore ma con tanta forza, come se nulla fosse accaduto.

Sono sicura che tutto quello che è accaduto è stato grazie alla Madonna, che mi ha voluto insegnare qualcosa alla quale non davo più tanta importanza. Ogni giorno tornavo a casa da scuola esausta, perché per dare il massimo mi sacrificavo tantissimo; tuttavia “la nostra Madre” mi ha voluto far riflettere sul fatto che, a volte, bisogna fermarsi e pregare un po’ di più; dobbiamo fare del nostro meglio e lasciare che sia Dio a fare tutto il resto.

La grazia che mi ha fatto è stato un dono speciale, per far crescere interiormente sia me sia le persone che mi stanno accanto. La Madonna è una regina in tutto, la sua bontà è inimmaginabile, non ha ostacoli, confini, non ha nome. Quando vuole, quando è pronta, può aiutare le persone dalle malattie e dal vizio, da ogni situazione impossibile. Così come l’avaro tira fuori la sua cassa d’oro nel buio e la apre per trovare consolazione, così la “Nostra Signora” ci offre tante casse d’oro, che noi dobbiamo sfruttare al massimo e dalle quali riusciamo a trarre speranza, soddisfazione e consolazione, molto più delle semplici monete dell’avaro. Specialmente in questi tempi critici dove, a volte, la fede passa in secondo piano, la Madonna ci sta accanto per riconquistarci, ci invita nella sua Chiesa perché, grazie anche stando davanti alla bellezza del suo quadro, possiamo renderci conto e apprezzare la sua bontà: la bontà di “Nostra Signora Mater Admirabilis!”

 

 

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